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Che si può fare

Che si può fare

Che si può fare

Barbara Strozzi

Che si può fare è un brano lirico composto dalla compositrice Barbara Strozzi.Barbara Strozzi (Venezia, battezzata il 6 agosto 1619 – Padova, 11 novembre 1677) è stata una compositrice e soprano italiana, esponente di rilievo della musica barocca.
Che si può fareEra la figlia adottiva (forse illegittima) del giudice, poeta e librettista Giulio Strozzi e d’Isabella Garzoni (soprannominata la Greghetta). Fu allieva del padre, di Marcantonio Cesti e del celebre Francesco Cavalli. Tra il 1635 e il 1636 cantò dinanzi a svariati letterati veneziani le Bizzarrie poetiche, due volumi di canzoni composte da Nicolò Fontei. Nel 1637 il padre adottivo fondò l’Accademia degli Unisoni, dove la Strozzi entrò come membro e nella quale recitava e cantava i propri lavori; ella metteva in musica principalmente i testi scritti dal genitore. Quando quest’ultimo morì, fu costretta a industriarsi autonomamente per trovare a chi dedicare le sue composizioni.

Essa compose prevalentemente per uso proprio, cioè per solo soprano. Per i suoi lavori la formazione strumentale che predilesse fu quella a tre parti, composta da due strumenti melodici e dal basso continuo. Le sue composizioni, le quali condividono una certa comunanza con le prime opere liriche, sono fermamente incentrate nella tradizione della seconda pratica, semplificata da Claudio Monteverdi, ma in loro si denota maggior enfasi lirica, basata sulla forza della voce stessa.

Che si può fare è un brano dalla melodia coinvolgente anche se molto semplice nel testo.

Il brano, che è della durata di circa sei minuti, viene spesso cantato, all’interno dell’Evento Artistico-culturale: Come il Titanic?, come ultimo tra quelli lirici per indurre lo spettatore a trovare concrete risposte alla domanda: Che si può fare?

Che si può fare, è interpretata dal Soprano Miriam Bissanti e con l’accompagnamento al Pianoforte del Maestro Salvatore Galante.




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